mercoledì 21 maggio 2008

24 ore per lasciare la città...

Dire che “trascuro il blog” sembra già a me una frase brutta e pretenziosa.
Però è un dato di fatto che per tutta una serie di motivi (che si possono riassumere in un'unica parola: inefficienza) negli ultimi tempi non riesco a leggere e scrivere come vorrei.
Anzi: a leggere e scrivere non ci riesco proprio!
Così il buon Guiducci di Fumo di China resta in attesa di un mio pezzo su uno straordinario mangartista giapponese che gli avevo promesso ben due mesi fa, mentre la polvere continua ad accumularsi impietosamente sui gustosi acquisti cartacei (tutti su città e fumetto) che ho fatto nei mesi passati.
Per fortuna il recente Pordenone Comics dello scorso 11 maggio mi ha forzatamente rimesso in contatto col pianeta Fumetto, spingendomi a vari acquisti "fuori tema"...

Paolo Cossi, Anarchia per erbe bollite, Lavieri
Gianluca Maconi, YGGDRASILL. L'albero della vita, Lavieri

Che dire? Veder nascere sotto i miei occhi Anarchia per erbe bollite di Paolo Cossi è stata un'esperienza veramente unica, che non mi consente forse di guardare a questi due pregevolissimi albi di Lavieri con il dovuto distacco. Il 24 Hour Comics Day di Pordenone del 2007 tenutosi presso Galleria Vastagamma è stato indubbiamente un happening artistico di alto livello e l'albo di Paolo ne è la dimostrazione: una storia nata sulla spinta del regolamento bizzarro di una folle non-competizione trova ad appena qualche mese di distanza una più che degna pubblicazione, inaugurando addirittura una collana (Olio) e recuperando un formato (l'albo A4 brossurato di 32 pagine a grammatura grossa) che regala un piacere tattile quasi dimenticato.
Anche l'opera di Maconi è legata a un 24 Hour Comics Day, quello organizzato da Lo Spazio Bianco nel luglio 2007 in occasione dell'Italia Wave Love Festival di Sesto Fiorentino. Ma il coraggioso fumettista pordenonese, non pago di aver già partecipato a quella massacrante maratona, qualche mese dopo ci ha onorati ugualmente della sua presenza, partecipando alla contemporanea mondiale, appunto, nella sede di Vastagamma. E così, dopo Yggdrasill, Lavieri darà alle stampe anche Un giorno di Brahma il seguito-non-seguito realizzato da Gianluca in questa seconda occasione.
Detto questo i due albi, qui accomunati per affinità emotiva, sono come i loro autori al tempo stesso molto diversi ma anche molto simili. Al di là dei differenti stili di disegno, entrambe le storie sono infatti racconti di un mondo poetico: per Cossi una Valcellina della memoria filtrata dallo sguardo “magico” di un poeta bambino; per Maconi una sfera interiore del tutto personale plasmata dall'eco di simbolismi leggendari.
Una vena di malinconia attraversa le due opere.
Le matite acquarellate di Cossi tratteggiano valli, boschi e montagne sospese in una toccante tonalità blu; uno scenario incantato in cui un vecchio anarchico svela i segreti delle erbe a un bambino curioso che osserva quel mondo (oggi dimenticato) attraverso i fori del Macheri, una grezza maschera di legno regalatagli dal nonno a cui egli stesso dona vita con la sua fantasia.
Il paesaggio solitario evocato nel bianco e nero delle chine di Maconi funge invece da sfondo indefinito per la vicenda onirica di un uomo-albero e del suo amore. Una storia che, a dispetto dell'essere muta e piacevolemente scorrevole, si presta a molteplici letture (e riletture).

Giulio De Vita e Sebastien Latour, Wisher T1 - Nigel e Wisher T2 - Feériques, Le Lombard

Giulio è un amico, quindi anche questa breve recensione delle sue ultime fatiche francesi non potrà avere il pregio dell'imparzialità. Per “fortuna” a togliermi dall'imbarazzo e da eventuali sospetti di piaggeria (“piangeria” come purtroppo continuerà a dire qualcuno che di sicuro tornerà al posto che non merita) mi viene in “aiuto” il lavoro non del tutto convincente dello sceneggiatore Sebastien Latour che, forse per inesperienza, mostra in questa serie qualche limite.
La storia di Nigel, giovane contrabbandiere di opere d'arte che scopre di essere l'incarnazione dell'ultimo Genio sopravvissuto allo sterminio in una Londra contemporanea teatro della guerra segreta al mondo delle fate, manca infatti di quel pizzico di originalità che, dopo Neil Gaiman, Bill Willingham e i fratelli Wachowsky, in un fantasy urbano non avrebbe guastato. Gli spunti accattivanti presenti nel primo volume di Wisher, che a distanza di un anno e mezzo dalla prima edizione viene riproposto al pubblico in veste rinnovata, non vengono stranamente ripresi nel secondo tomo, il quale sotto questo punto di vista appare come un mero albo di passaggio in quanto nelle sue 48 pagine non accade sostanzialmente... nulla!
Di sicuro fascino resta comunque, in questa seconda puntata, la resa del mondo delle fate che De Vita visualizza come un labirinto sotterraneo di slanciati archi in pietra che solcano grotte colossali. Peccato che proprio in Feériques le belle tavole del disegnatore pordenonese vengano mortificate dalla colorazione approssimativa e inadeguata di Christian Favrelle, molto lontana da quella rispettosa ed efficace del restyling del primo volume a opera del veneziano Emanuele Tenderini.

Mario Cerne e Alessandro Micelli, L'Errante. Myrddin. La Grotta di Cristallo, Twilight Comics

L'albetto disegnato da Alessandro Micelli (supportato alle chine da Gianluca Maconi) su testi di Mario Cerne scorre fluido e piacevole. Unico neo in questa rilettura del mito arturiano in chiave Kirby è la pomposità del narrato che a volte stride con la freschezza del disegno. Ma forse, semplicemente, l'epico “non è il mio genere”.
Micelli in ogni caso è bravo. Oltre alla mano ci mette il cuore. E si vede.
P.S. Nel caso non si fosse capito, anche Alessandro ha partecipato con successo alla 24 ore di Vastagamma del 2007.

AAVV, Monstars 3, Nicola Pesce Editore

Cito brevemente Monstars 3 perché anche questo antologico a fumetti è un recentissimo acquisto di Pordenone Comics in qualche modo legato alla 24 ore del fumetto di Vastagamma. Non solo infatti i curatori di Monstars sono Andrea Longhi e Massimo Perissinotto, invitati d'eccezione presso la Galleria pordenonese al pari di Davide Pascutti che compare a sorpresa pure lui su questo terzo volume della fortunata serie; soprattutto segnalo con grande piacere che Il bambino felice, favoletta gotica della brava Erika De Pieri nata proprio durante l'edizione pordenonese della 24 ore, fa anch'essa mostra di sé sulle pagine della corposa antologia di Nicola Pesce.
Purtroppo non ho ancora avuto il tempo di leggere il volume. Spero di farlo quanto prima, anche perché, dopo averne assaporato qualche breve assaggio, sul serio non ne vedo l'ora...