mercoledì 22 aprile 2009

Città di vetro a Pordenone - l'oggetto dei desideri




Il prossimo week-end sarà l'ultima occasione per visitare la mostra su Città di vetro allestita nei locali dell'Edificio Comunale di via Bertossi a Pordenone.
Forse non è ancora troppo tardi, quindi, per parlare qui del bloc-notes Paul Karasik's City of Glass che noi di Vastagamma, in collaborazione con Thesis, abbiamo realizzato per celebrare l'evento. Come già scritto in un post precedente, il volumetto riproduce idealmente, con tanto di rilegatura a spirale, il blocco su cui Paul Karasik aveva steso i layout originari dell'adattamento a fumetti del famoso romanzo di Paul Auster.
E' così possibile apprezzare appieno l'eccezionale lavoro preparatorio svolto da Karasik, che i superbi disegni di David Mazzucchelli celano inevitabilmente a chiunque non conosca i retroscena della complessa e affascinante genesi della graphic novel.

Senza ripetere concetti già espressi altrove, il confronto tra la “versione di Karasik” e il risultato finale di questo sforzo collettivo (che ha visto coinvolti anche Art Spiegelman e lo stesso Paul Auster) rivela qualche sorpresa.
Ad esempio la sequenza (esposta in mostra) del monologo di Peter Stillman, senza dubbio la chiave di volta dell'intero fumetto, appare nei disegni definitivi una mera “messa in bella” della struttura schizzata da Karasik. Il lavoro di Mazzucchelli è sicuramente encomiabile; di recente l'amico disegnatore Davide Pascutti mi ha fatto apprezzare ancora di più la terribile bellezza di quella pipetta che affonda nella bocca e nell'anima di Peter. Ma nel bloc-notes di Karasik c'era già tutto.
Diverso il discorso, invece, per l'altra fondamentale sequenza (anch'essa esposta in mostra) in cui la vita di Daniel Quinn va definitivamente in pezzi. In questo caso la differenza tra lo storyboard iniziale e le tavole realizzate è notevole. In queste ultime non v'è traccia infatti della “caduta” del corpo di Quinn che precipita attraverso le pagine, concetto che caratterizza invece la sequenza ideata da Karasik a sua volta priva del richiamo a quello stesso abisso, visualizzato invece nei disegni di Mazzucchelli, con cui si concludeva il monologo precedentemente citato.
Nella stessa sequenza, poi, altre non trascurabili differenze possono essere notate nei soggetti rappresentati all'interno dei quadri, nella forma e combinazione delle vignette e nel rapporto tra i testi scritti.

In generale, comunque, scorrendo il taccuino appare evidente il lavoro sulla griglia successivamente svolto da Mazzucchelli. La rigidità dell'impostazione di Karasik, funzionale al racconto, è stata interpretata dal disegnatore americano in funzione delle necessità di pubblicazione. Mazzucchelli resta fedele allo schema generale ma riesce ad "aprire" le tavole dando ad esempio uno spazio maggiore all'elemento urbano così presente nel romanzo originale.
La riproduzione del taccuino di Karasik, che riporta anche i layout scartati, si rivela insomma una fonte preziosa di informazioni sul processo di adattamento di questo capolavoro oltre che un oggetto gradevole in sé, reso più accattivante da alcuni dettagli ricercati.
Ma questo probabilmente non sta a me dirlo! :-)

giovedì 2 aprile 2009

Città di vetro a Pordenone - il video


Paul Karasik visita la mostra su Città di vetro seguito dalla videocamera di PnBox.
Il suo commento scalda il cuore e ci riempie di orgoglio.


Paul Karasik from Davide Coral on Vimeo.