mercoledì 15 luglio 2009

You are now in the power of Stardust!



Il n.172 di Fumo di China appena uscito in edicola ospita un mio doppio intervento su Fletcher Hanks, oscura meteora del comicdom americano della Golden Age.
Attivo per appena due anni, dal 1939 al 1941, Fletcher Hanks è l'autore di fumetti bizzarri e disturbanti in cui criminali partoriti da incubi lombrosiani scatenano attentati apocalittici contro gli inermi cittadini del Pianeta e per questa loro innata cattiveria vengono puniti in maniera rude ed esemplare da superuomini e superdonne che calano dai Cieli come veri e propri dei ex machina.
Parlando delle vittime di questi attacchi utilizzo il termine "cittadini" non a caso, perché la rabbia e la violenza dei signori del crimine dei fumetti di Fletcher Hanks si scagliano significativamente proprio contro le grandi città del continente nordamericano, in particolare la New York dell'Empire State Building e del Chrysler Building, del George Washington Bridge e di Central Park che nonostante l'economia di segni imposta dalle frenetiche deadline del periodo fanno capolino nelle vignette con un incisivo livello di dettaglio.
New York: la metropoli in quegli anni simbolo per eccellenza del progresso e della civiltà.
Negli articoli cerco di fare un ritratto dell'arte di Hanks, suggerendo influssi di derivazione religiosa e sottolineandone le caratteristiche di assoluta originalità evidenti in particolar modo nelle storie di Stardust il "Super Mago".
Il tutto, mi auguro, senza rovinare troppo la lettura dei due pregevoli volumi Fantagraphics curati da Paul Karasik che raccolgono l'intera produzione a fumetti di questo autore.
Karasik, tra l'altro, per l'occasione ci ha gentilmente onorato di un breve ma prezioso intervento in cui elogia le doti di one-man-band dello sfortunato e misconosciuto cartoonist.
Per ulteriori informazioni e chicche tra cui una storia completa del manesco tagliaboschi Big Red McLane: www.fletcherhanks.com