martedì 4 agosto 2009

Visioni Jazz


In quanto architetto dovrei ascoltare principalmente musica Jazz (così dicono).
Nei fatti, pur adorando la musica in generale, sono un umile cultore dei Pink Floyd, le cui incursioni più esplicite nel Jazz temo si limitino ai fiati (poi eliminati nel missaggio finale) di una prima versione di Us and Them (1973) recentemente affiorata su Internet per la gioia e la curiosità dei fan.
Il Jazz resta dunque per me un pianeta misterioso in larga parte sconosciuto.

Non da critico esperto ma da semplice spettatore curioso riporto dunque le mie impressioni, che anticipo assai positive, sullo spettacolo Visioni. Un racconto Jazz tenutosi lo scorso venerdì 17 luglio a Pordenone nella suggestiva cornice della chiesa dell'ex convento di San Francesco.

Il matrimonio orchestrato da Flavio Massarutto (autore del soggetto) tra la musica di Mauro Ottolini (suonata dal vivo dal suo trio) e i disegni di Davide Toffolo (proiettati in un video del loro farsi) è senz'altro riuscito.
Le mani del disegnatore pordenonese danno vita a uomini e città seguendo una propria partitura istintuale che s'intreccia e dialoga con la musica di Ottolini accompagnando lo spettatore nell'anima del racconto.
I Quattro Elementi della tradizione (Acqua, Aria, Fuoco e Terra) vengono evocati da Massarutto per raccontare con una sintesi primitiva, nel senso più vigoroso e alto del termine, le biografie di altrettante icone dalla sacralità profana della musica Jazz in un turbine di disegni che vede la narrazione accelerare progressivamente fino alla spettacolare conclusione.

Toffolo per l'occasione inventa uno stile nuovo, più libero e grezzo, funzionale alla modalità ibrida di fruizione del suo fumetto.
Efficace e carico di fascino il suo pennello che, mentre la musica suona, percorre accelerato la pagina bianca del quaderno trasformando matite appena accennate in acquarelli monocromatici dal forte potere evocativo.
Ogni tanto, ma raramente, una piccola parte di questo potere si perde forse nelle rifiniture che seguono i primi gesti rapidi e potenti, ma la musica non concede soste e trascina lo spettatore con sé penetrando nella storia.
In alcuni momenti, poi, i disegni acquistano una chiara dimensione temporale presentando un "prima" e un "dopo" ben definiti, suggerendo interessanti sviluppi per il futuro di questo tipo di performance.

Esperimento in sintesi bello e riuscito, che merita di essere presto replicato.